Dal 1° aprile 2025 è entrata ufficialmente in vigore la nuova classificazione delle attività economiche ATECO 2025, che sostituisce le precedenti versioni del 2007 e 2022. L’aggiornamento – curato da ISTAT e recepito automaticamente dall’Agenzia delle Entrate – comporta modifiche significative alla codifica delle attività economiche di imprese e professionisti, con effetti concreti su diversi aspetti fiscali, contributivi e burocratici.
Perché è importante controllare il proprio codice ATECO
Il codice ATECO è uno strumento fondamentale per la corretta identificazione dell’attività economica svolta da un soggetto titolare di partita IVA. La sua funzione non si limita a una mera classificazione statistica: da esso dipendono infatti:
- il regime fiscale applicabile (es. ordinario, forfettario, ecc.),
- gli obblighi contributivi (es. INPS gestione separata o artigiani/commercianti),
- l’accesso a incentivi, bandi e agevolazioni pubbliche,
- la corretta compilazione di modelli dichiarativi e comunicazioni obbligatorie.
Con l’introduzione della nuova classificazione, molti codici sono stati aggiornati d’ufficio. Tuttavia, l’automatismo non garantisce la perfetta aderenza tra attività effettivamente svolta e codice attribuito. Da qui l’importanza, per ogni contribuente, di effettuare una verifica puntuale e – se necessario – procedere alla rettifica.
Rettificare il codice ATECO: dal 15 aprile è possibile farlo online
A partire dal 15 aprile 2025, è attiva una procedura semplificata che consente ai titolari di partita IVA di modificare il proprio codice ATECO direttamente online. L’operazione può essere effettuata accedendo al portale dell’Agenzia delle Entrate con credenziali SPID, CIE o CNS.
Il processo si articola in tre fasi:
- Accesso alla sezione anagrafica dedicata alla propria posizione fiscale;
- Verifica del codice ATECO attuale attribuito in automatico in base alla nuova classificazione;
- Eventuale rettifica, qualora il codice non sia rappresentativo dell’attività effettivamente esercitata.
A seconda della natura giuridica del soggetto, il modulo da utilizzare è:
- modello AA9/12 per le persone fisiche titolari di partita IVA (imprese individuali e professionisti);
- modello AA7/10 per società, enti o soggetti diversi da persone fisiche.
Entrambi i modelli sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione dedicata alle variazioni dei dati anagrafici e dell’attività.
Implicazioni pratiche e prossimi passi
Non si tratta di un adempimento da sottovalutare. Una classificazione errata può infatti determinare:
- errori nei calcoli contributivi e fiscali;
- esclusione da misure di sostegno o agevolazioni economiche;
- contestazioni da parte degli enti di controllo.
È dunque fortemente raccomandato a imprese e professionisti di effettuare la verifica del proprio codice, anche con il supporto del consulente fiscale o del commercialista di fiducia, per evitare errori che potrebbero avere ripercussioni nel breve e lungo termine.
Conclusioni
L’introduzione della classificazione ATECO 2025 rappresenta un passaggio tecnico, ma di grande rilievo per il tessuto produttivo italiano. In un contesto sempre più digitale e interconnesso, l’aggiornamento dei dati anagrafici e fiscali assume un valore strategico. Verificare e, se necessario, aggiornare il proprio codice ATECO non è solo un adempimento, ma un’opportunità per garantire la piena conformità della propria posizione fiscale e cogliere tutte le opportunità offerte dal sistema normativo vigente.
I consulenti dello Studio baracco Fornasiero rimangono a disposizione per qualsiasi chiarimento.