Errori contabili: come correggerli e la loro rilevanza ai fini IRES e IRAP

Errori contabili: come correggerli e la loro rilevanza ai fini IRES e IRAP

La correzione degli errori contabili rappresenta un tema di grande rilevanza per le imprese, specialmente in relazione agli effetti fiscali sulle imposte sui redditi (IRES) e sull’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP). L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta a interpello n. 63/2025, ha fornito importanti chiarimenti sulle modalità di rettifica di errori contabili rilevanti.

L’errore contabile e il caso concreto

L’istanza sottoposta all’Agenzia riguarda una S.r.l. che, nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2023, ha rilevato un errore contabile commesso nel 2022. In particolare, la società aveva contabilizzato erroneamente l’acquisto di due semirimorchi usati come costo d’esercizio anziché come beni strumentali ammortizzabili. Questa errata imputazione ha comportato una deduzione immediata del costo nel 2022, anziché la sua ripartizione lungo la vita utile dei beni.

La società ha chiesto se la correzione dell’errore possa avvenire direttamente nelle dichiarazioni dei redditi del 2023, evitando la presentazione di una dichiarazione integrativa per il 2022.

La normativa di riferimento

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la questione si inquadra nel contesto delle seguenti disposizioni normative:

  • Articolo 83, comma 1, del TUIR, modificato dal Decreto-Legge n. 73/2022 e dalla Legge n. 197/2022, relativo alla rilevanza fiscale degli errori contabili ai fini IRES.
  • Articolo 8, comma 1-bis, del Decreto-Legge n. 73/2022, per quanto riguarda l’IRAP.

Secondo la normativa attuale, le imprese che applicano la “derivazione rafforzata” e sono soggette a revisione legale possono correggere gli errori contabili direttamente nel bilancio in cui la correzione viene eseguita, senza necessità di presentare una dichiarazione integrativa per l’anno in cui l’errore è stato commesso.

Le implicazioni fiscali della correzione

L’Agenzia delle Entrate ha confermato che la correzione dell’errore contabile in esame può avvenire nel bilancio del 2023, attribuendone la rilevanza fiscale nello stesso esercizio. In particolare:

  • La società dovrà effettuare una variazione in aumento del reddito imponibile IRES nel 2023, per neutralizzare la deduzione indebita effettuata nel 2022.
  • La quota di ammortamento non dedotta nel 2022 potrà essere dedotta nel 2023, ma nei limiti dell’importo deducibile secondo l’articolo 102 del TUIR.
  • Ai fini IRAP, la correzione comporterà una variazione in aumento del valore della produzione netta nel 2023, corrispondente ai costi erroneamente dedotti nel 2022, e una variazione in diminuzione per l’ammortamento relativo al 2022.

L’Agenzia sottolinea inoltre che, per usufruire di questa modalità di correzione, è essenziale che l’esercizio in cui viene contabilizzata la rettifica (2023) sia soggetto a revisione legale, indipendentemente dal fatto che l’errore sia stato commesso in un esercizio non soggetto a revisione.

Conclusioni

Grazie alle modifiche normative introdotte dal Decreto-Legge n. 73/2022, è ora possibile correggere errori contabili rilevanti senza dover presentare una dichiarazione integrativa per il periodo d’imposta in cui l’errore si è verificato. Questo rappresenta un’importante semplificazione per le imprese, riducendo gli oneri amministrativi e garantendo una maggiore coerenza tra bilancio e fiscalità.

Per ulteriori dettagli e approfondimenti, si consiglia di consultare la Risposta a interpello n. 63/2025 dell’Agenzia delle Entrate.