La doppia imposizione: come eliminarla?

La doppia imposizione: come eliminarla?

Come si è visto nelle pubblicazioni precedenti, la doppia imposizione costituisce un grave problema al libero mercato sia per le persone fisiche che percepiscono un reddito estero, sia per le imprese che operano a livello transfrontaliero. Dato che non esiste un insieme riconosciuto di norme internazionali che regolino tali imposizioni, ogni paese si basa sul proprio diritto interno per risolvere l’insorgere di eventuali controversie fiscali.

Tuttavia il Modello di Convenzione OCSE annovera vari strumenti volti a eliminare le controversie fiscali internazionali. Uno di questi strumenti prende il nome di Convenzione tra Stati contro le doppie imposizioni.

Le Convenzioni tra Stati contro le doppie imposizioni – definizioni e obbiettivi dei tax treatis.

A livello giuridico i Trattati Internazionali (o Convenzioni tra Stati contro le doppie imposizioni) sono atti giuridici vincolanti tra due o più Stati, che disciplinano i rapporti che insorgono tra essi. Tuttavia, per l’alto livello di armonizzazione che sarebbe richiesto dai sistemi fiscali dei paesi contraenti, è raro trovare trattati multilaterali nel settore fiscale: essi sarebbero eccessivamente lenti e inefficienti.

Le Convenzioni, che non hanno effetto se considerate disgiuntamente rispetto alla disciplina interna degli Stati, ma solo se rapportate congiuntamente con il diritto interno degli stessi, si uniformano principalmente a due modelli: il Modello di Convenzione OCSE e il Modello ONU, anche se tutti i trattati sottoscritti dall’Italia, come la maggior parte delle Convenzioni internazionali, sono conformi al primo Modello.

L’obbiettivo principale delle Convenzioni contro le doppie imposizioni è quello di permettere l’integrazione del commercio a livello mondiale, attenuando la doppia tassazione applicando il c.d. single taxation principle e prevenire l’evasione e l’elusione fiscale, nonché il treaty shopping.

Vi sono inoltre degli obbiettivi che possiamo definire ancillari, anche se rivestono comunque una grande importanza nell’ottica di creare un mercato unico e libero, come la procedura di mutua assistenza nella raccolta di informazioni fiscali, prevista dall’articolo 26 del Modello OCSE. Tale procedura venne scritta in view of the increasing internationalisation of economic relations, per la quale gli Stati contraenti hanno sempre una maggiore necessità di scambiarsi le informazioni.

A livello puramente procedimentale la limitazione della doppia imposizione avviene attraverso la rinuncia, da parte degli Stati contraenti, di una parte della quota totale del prelievo fiscale spettante in forza della loro disciplina interna, al fine di evitare che il contribuente sia gravato da un’eccessiva tassazione, maggiore di quella che subirebbe se operasse solo a livello interno.

I principali metodi per eliminare la doppia imposizione.

Si evidenziano due principali metodi per evitare le doppie imposizioni: il metodo della ripartizione dei redditi e il metodo della ripartizione delle imposte.

Con il primo si procede alla rilevazione dei redditi considerabili tassabili solo nel Paese della Fonte e quello considerabile tassabile solo nel Paese della Residenza, evitando così una doppia tassazione; con il secondo, adottato in tutte le Convenzioni stipulate dall’Italia, si procede a una tassazione sia nel Paese della Fonte che nel Paese della Residenza, ma in quest’ultimo caso il contribuente potrà beneficiare di un credito d’imposta pari alle imposte già versate al Source State.