Il Decreto “Cura Italia” ha previsto, tra le altre cose, due articoli specificatamente dedicati all’aspetto finanziario delle aziende coinvolte dalla crisi provocata dal Coronavirus. In particolare gli art. 49 e 56, che riguardano rispettivamente l’accesso al credito facilitato e la moratoria sui finanziamenti in corso. 

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Per quanto concerne l'art. 49 gli  interventi  di  cui  al  comma  1  della  norma  sono  finanziati  complessivamente  per  1,5  miliardi  in relazione all’anno 2020, a cui si aggiungono gli 80 milioni destinati a ISMEA.

Nel  senso  di  fornire  alle  imprese  (soprattutto  quelle  di  dimensioni  ridotte)  nuove  opportunità  di reperimento di risorse finanziarie a costo contenuto, è da accogliere positivamente l’abbattimento delle commissioni per l’accesso al Fondo e per il mancato perfezionamento delle operazioni, che nel 2019  hanno  comportato  oneri  per  le  imprese  per  quasi  43  milioni.  L’innalzamento  a  5  milioni dell’importo  massimo  garantito,  inoltre,  ridarà  capacità  di  finanziamento  anche  alle  imprese  che avevano esaurito gli spazi di garanzia sul Fondo.
A tale proposito, considerata la centralità nel tessuto produttivo nazionale della platea delle PMI cui si rivolge, sarebbe forse stato opportuno estenderne la possibilità di applicazione su un arco temporale diverso, calibrandone all’occorrenza l’ampiezza in funzione dell’effetto moltiplicatore degli impatti di specifici settori merceologici ed economici in cui operano i soggetti coinvolti: secondo alcune analisi del  Dipartimento  Sviluppo  e  Coesione,  infatti,  l’effetto  moltiplicatore  delle  garanzie  dirette  è mediamente pari a 16. Tenendo in considerazione un tasso di copertura dell’80%, nelle intenzioni del
Governo la misura in questione dovrebbe movimentare un importo complessivo pari a circa 24 miliardi.

Il decreto Cura Italia, contempla la possibilità per le aziende di ricorrere a forme di credito straordinario, sia per quanto riguarda le formalità ed i costi di pratica sia per quanto riguarda le garanzie.
Inoltre prevede la possibilità per le aziende di sospendere l’addebito delle rate di mutui e sovvenzioni per il periodo di 6 mesi. La sospensione può anche essere per un periodo più lungo, fino a 12 mesi con modalità che variano da banca a banca.
A tal proposito si consiglia di attivarsi immediatamente, in quanto  il protrarsi dello stato epidemico e il blocco delle attività lavorative determinerà uno stato di crisi economica che dovrebbe normalizzarsi solo a partire dal 2021 a patto che le strutture sanitarie e di ricerca individuino dei farmaci e vaccini atti a combattere il virus.  
Al fine di gestire in ottica prospettica la carenza di liquidità che colpirà le aziende è importante predisporre una pianificazione accurata.
Siamo a disposizione per assisterVi  nelle pratiche con gli istituti di credito, nella riformulazione ed aggiornamento dei vostri piani aziendali.

 

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